Luglio 24, 2015
Morena
Ridere è essenziale. Il confronto è essenziale, sempre
“Life is a journey, not a destination” è una frase degli Aerosmith, contenuta nella canzone Amazing, oltre ad essere il motto di Morena.
Alle casualità io ci credo poco, e infatti appena cominciamo a parlare noto che Morena ha tutta la grinta e l’energia di una canzone degli Areosmith ed è Sorprendente, proprio come il titolo di questa, in particolare.
Prima di tutto è una viaggiatrice. Giovanissima si trasferisce da Varese a Forlì, per studiare Scienze Internazionali Diplomatiche. E poi da lì, grazie ai compagni dell’università, inizia a conoscere una parte dell’Italia finora a lei sconosciuta, in primis la Romagna, dove vive attualmente, ma anche il Molise, la Lucania. L’erasmus ad Amburgo, è poi seguito da un viaggio in Brasile, che assume le forme di un tirocinio, oltre ad essere uno dei momenti più intensi della vita di Morena. Il viaggio è la sua linfa vitale, conoscere la sua motivazione, partire un’attitudine sempre viva.
Le chiedo se durante tutte queste avventure avesse già il diabete.
Mi risponde di sì e mi fa capire che non è mai stato un deterrente. L’accettazione della malattia, invece, piuttosto complicata. L’età è delicata, tra i 16 e i 17 anni; l’incontro col medico infelice: “Mi dava del lei e continuava a dirmi cosa non dovessi fare.. Facevo finta di niente. Facevo finta di non avere nulla e ho rischiato grosso. Anche la mente fa scherzi strani: prima del diabete non mangiavo dolci, poi a causa del divieto, improvvisamente li desideravo”.
“La cosa peggiore” continua” è il sentirsi diversi”
E questo capita all’improvviso, da un giorno all’altro. La quotidianità si stravolge e la normalità sembra un lusso lontano, irraggiungibile.
Le cose, per Morena, migliorano quando inizia a frequentare l’Ospedale Niguarda a Milano. Conosce diverse ragazze, che in realtà sono lì per disturbi alimentari, eppure pur non condividendo la stessa patologia, inizia una fase di confronto importante.
“In quel periodo ho cambiato anche medico, ero seguita dal Dott. Matteo Bonomo, primario al Niguarda, e le cose sono andate sempre meglio. Con lui ho iniziato a utilizzare il microinfusore…E’ vero, all’aeroporto, in Germania mi hanno fermato perché non sapevano cosa fosse, ma a parte questo inconveniente, ha decisamente cambiato la mia vita in meglio”
Si descrive determinata, caparbia e lo dimostrano tutte le sfide affrontate e vinte, una laurea con la lode, alla quale è seguito un premio, un tirocinio dall’altra parte del mondo e adesso un lavoro, presso l’Associazione Diabete Romagna, che rappresenta la giusta combinazione tra il suo percorso di studi e la sua passione per il no profit e la cooperazione
“Io mi ritengo molto fortunata, perché il lunedì mattina sono contenta di andare a lavorare. Inoltre ho avuto la possibilità di confrontarmi con altri ragazzi e coetanei, affrontando la malattia divertendomi. Ridere è essenziale. Il confronto è essenziale, sempre. E’ un attimo sentirsi invisibili e soli, ma non è così..il diabete colpisce persone di tutte le età”.
E’ democratico, le dico. Ci pensa un attimo, sorride “Sì è proprio così, assolutamente democratico”
Intervista a Morena Michelon


